6 de Noviembre, 2009
Rubens Jardim, Brasil
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PEQUENOS EXERCÍCIOS DE VIAGEM
PEQUENOS EXERCÍCIOS DE VIAGEM
1 entre a via veneto e a peixoto gomide existe um fosso e nenhum castelo
existe um poço e nenhuma água
existe eu posso?
2 entre Roma e São Paulo
eu fico com Cotia
sem caos aéreo e sem palavras importantes como Campidoglio Coliseu, Piazza Navona ou Fontana di Trevi.
eu quero as palavras sem gala as palavras simples que nomeiam a maria-sem-vergonha e um pássaro que passa sem nome --mas voa!
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Por lobogabriel - 6 de Noviembre, 2009, 6:43, Categoría: poesia
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ARTE+ 2009. La Habana Digital
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Festival Internazionale d’Arte e Letteratura Giovane
Premio Arte+ 2009 La Habana Digital
Arte + Nuove tecnologie
11-15 novembre 2009- Fabbrica del Vapore, Milano
A cura di Chiara Canali, Ruslán Hernández, Frency Fernández, Andrés D. Abreu. Direzione artistica e coordinamento mostra Ana Pedroso, Philipp Dür
CUBEART, in collaborazione con il Comune di Milano, settore Tempo Libero, presenta alla Fabbrica del Vapore ARTE+ 2009. La Habana Digital, una mostra-evento che riunisce a Milano le opere video e le installazioni multimediali e interattive degli artisti vincitori del Premio Arte+ 2009. La Habana Digital. Nel periodo espositivo sarà inoltre proposta una rassegna video di tutte le opere presentate a Cuba nella sezione “Video e video-animazione” del concorso.
La mostra, ospitata all’interno della Sala delle Colonne della Fabbrica del Vapore, avrà come finalità principale quella di creare un punto di contatto tra le esperienze di artisti cubani e artisti europei nel panorama delle arti digitali, in un progetto promosso grazie al sostegno dell’Assessorato al Tempo Libero del Comune di Milano, la Fabbrica del Vapore, l’Accademia di Belle Arti di Brera, l’Istituto Superior de Arte (ISA), Cuba, le istituzioni culturali dell’Habana, e i progetti artistici nati in questa occasione.
Dopo la prima edizione del Festival ARTE+ 2008, incentrato sull’intercambio di iniziative artistiche nell’ambito della poesia, della musica e della fotografia, la seconda edizione dell’evento ARTE+ 2009 ha infatti come nucleo tematico L’arte e le nuove tecnologie (ARTE+ NUOVE TECNOLOGIE).
La mostra-evento ARTE+ 2009 La Habana Digital si é strutturata in una prima tappa a Cuba con la realizzazione di un concorso aperto a studenti e giovani artisti under 35 per incentivare la creazione a partire dalle sfide che impongono le nuove tecnologie nel campo della comunicazione video-digitale.
Come è riportato nelle linee guida del concorso: “Il XXI secolo è giunto a noi sotto il segno della tecnocrazia, la mania high-tech: la rivoluzione delle scienze della comunicazione e dell'informatica ha fatto emergere nuovi strumenti e nuovi modi di affrontare la realtà. Si potrebbe senza dubbio affermare che l'umanità stia facendo un salto enorme, che mette in gioco tutto il suo divenire storico, le relazioni sociali e le strutture di potere”.
La mostra ARTE+ che ne è conseguita a La Habana, Cuba, dal 9 al 12 luglio 2009, ha individuato nuove pratiche artistiche nel settore dei new media e delle nuove tecnologie e ha premiato un artista per ognuna delle categoria elencate nel concorso (Yimit Ramírez per “Video e video-animazione”; Jairo Gutiérrez per “Video installazione” e Leiner Diaz per “Net Art”). Il “gran premio” della giuria, che ha distinto un’opera per i suoi valori morfologici ed espressivi rispetto alle sperimentazioni all’interno dei new media, è stato assegnato all’artista Mauricio Abad (La Habana, 1985) “per la pertinenza del mezzo utilizzato in relazione all’aspetto concettuale, espressivo ed emozionale presupposto nell’opera d’arte”.
A segnare la complessità degli scambi culturali tra territori artistici italiani, cubani ed europei, per un confronto culturale sugli spazi e i linguaggi visivi, saranno presenti in mostra anche le opere di alcuni giovani artisti invitati sia nella prima tappa a Cuba, che in questa seconda in Italia: Anabel Alvarez Zenea (Cuba); Desiderio (Italia); Felipe Cardeña (Spagna); Nilo Julián Gonzáles (Cuba).
L’evento fa parte di un progetto per lo sviluppo e la promozione dell’arte giovane che offre la opportunità a giovani artisti al di sotto dei 35 anni di età, di trovare nuovi e necessari spazi per la comunicazione e la diffusione delle arti visive.
ARTE+ 2009. La Habana Digital è un progetto dell’Associazione Culturale Cubeart, realizzato con il contributo del Comune di Milano, Settore Tempo Libero, e l’importante cooperazione del gruppo Lauda Livinston S.p.A., in collaborazione con il gruppo Studio Azzurro, l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, l’Ambasciata di Cuba a Roma, il Consolato di Cuba e l’Instituto Superior de Arte (ISA), La Habana, Cuba.
In occasione della mostra, sabato 14 novembre verrà organizzato un workshop intitolato:
PRODURRE A COSTO ZERO.
Come generare forme ed pratiche visive nell’ambito dei new media e delle nuove tecnologie. Dall’esperienza di Cuba alla crisi economica dell’Occidente.
“PRODURRE A COSTO ZERO è anche la volontà di prendere atto delle caratteristiche e delle emergenze che stanno segnando la nostra epoca che richiedono nuovi comportamenti, attitudini adeguate, lasciandoci dietro le spalle gli eccessi, le deformazioni, le illusioni delle economie produttive precedenti”(Paolo Rosa, Professore della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Brera).
Il workshop, realizzato in collaborazione con Studio Azzurro e moderato dalla curatrice dell’evento Chiara Canali , coinvolgerà personalità critiche ed esperti operanti nell’ambito della Fabbrica del Vapore, del Careof DOCVA, dell’Accademia di Belle Arti di Brera, del Naba, dello IED, di Milano In Digitale e di MGM, con la partecipazione del gruppo Lauda Livingston S.p.A.
Dopo la tavola rotonda sarà possibile per artisti e studenti under 35 presentare le proprie esperienze di produzione multimediale iscrivendosi preventivamente al sito www.cubeart.org.
FABBRICA DEL VAPORE, MILANO
Sala delle Colonne-11-15 novembre 2009
PROGRAMMA DELLA MOSTRA-EVENTO:
11 novembre dalle 18.30 -INAUGURAZIONE premio ARTE+ 2009. La Habana Digital
A cura di Chiara Canali, Ruslán Hernández, Frency Fernández, Andrés D. Abreu
12 novembre dalle 10.00 alle 19.00- APERTURA mostra e rassegna video
13 novembre dalle 17.30 alle 19.00- PRESENTAZIONE del “gran premio” Mauricio Abad - Spazio Polifemo, Fabbrica del Vapore, Milano
14 novembre dalle 10.00 alle 13.00 - WORKSHOP: PRODURRE A COSTO ZERO.
Come generare forme ed pratiche visive nell’ambito dei new media e delle nuove tecnologie. Dall’esperienza di Cuba alla crisi delle istituzioni dell’Occidente
dalle 14.00 alle 16.00-Presentazione per artisti e studenti under 35 delle proprie esperienze di produzione multimediale.
15 novembre dalle 18.30-READING POETICO: Poesia e musica: L’era digitale.
CUBEART è un progetto nato per la promozione dell’arte e della cultura cubana, fondato da Ana Pedroso e Philipp Dür con il sotegno e la collaborazione di artisti e intelletuali di tutta l’isola al fine di promuoverne i lavori attraverso letteratura, arti plastiche, musica, danza, arti visive e arti dello spettacolo. Il progetto ha acquisito sempre più importanza intellettuale ed è diventata una struttura per la realizzazione di eventi culturali in Europa, una piattaforma per dare spazio all’incontro fra l’arte cubana e l’arte europea, con un disegno che prende in considerazione la realtà di ciascuna di esse; dal 2006, crea, sviluppa e produce attività artistiche, sociali e di scambio culturale tramite la realizzazione di eventi, mostre e premi.
È un evento promosso da Cubeart, Con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano.Asessorato al Tempo Libero
La partecipazione di Accademia di Belle Arti di Brera: Scuola di nuove tecnologie dell’arte. Italia, Instituto Superior de Arte (ISA): Facultas de nuevos medios. Cuba.
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Progetto ideato da Ana Pedroso-Philipp Dür- A cura di bChiara Canali, Ruslán Hernández, Frency Fernández, Andrés D. Abreu. Coordinamento scientifico, Paolo Rosa. Progetto Catalogo, Mauricio Abad. Progetto allestimento
Francesco Ferrari. Supporto tecnico, Leydis P. Dominguez.Relazioni pubbliche, Irsa Vaillant. Collaborazione
Agustin Mederos.Assicurazioni, Ina Assitalia, Milano.
Info festival: 348 7460136 - info@cubeart.org - www.cubeart.org
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Por lobogabriel - 6 de Noviembre, 2009, 6:31, Categoría: agenda isla negra
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Panamá- El club de los cobardes - David Robinson.
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El 2 de noviembre de 2009, frente al Mausoleo De Los Soldados De La Independencia , el profesor Julio Yao (Profesor de Relaciones Internacionales), invitado por el Consejo Municipal de la Ciudad de Panamá dio el discurso de fondo en conmemoración del Día de los Difuntos. Fue interrumpido de la peor forma por el vicepresidente de la República , Juan Carlos Navarro. El también canciller de la Nación adujo que las palabras del profesor Yao eran una falta de respeto. ¿Habrá sido el siguiente párrafo el que ofendió al vicepresidente Varela?
“Pero quiero recordarles respetuosamente a los responsables de nuestra Política Exterior aquí presentes que, si bien las Naciones Unidas carecen de una definición sobre el terrorismo, motivo por el cual no existe un solo tratado que lo regule, sí tienen en cambio una definición de la soberanía nacional, que comprende la independencia nacional y la integridad territorial, y que la soberanía no puede ser invocada para albergar violaciones de sí misma, del mismo modo que la patria potestad no incluye la posibilidad del incesto ni la promiscuidad entre padres e hijos.”
El presidente de la República de Panamá, en declaraciones posteriores, afirmó que el profesor Yao sabía de historia, lo que él, Ricardo Martinelli, sabía de astronáutica. El excelentísimo señor presidente en entrevista dada a un medio de comunicación italiano, declaró que Panamá fue aliada de Italia en la Segunda Guerra Mundial. ¿Así qué las 147 bases militares estadounidenses instaladas a lo largo de la nación istmeña no intimidaron al gobierno panameño de ese entonces para hacerse aliado de Benito Musollini y de Adolfo Hitler?
La ministra de educación, Lucinda Molinar, declaró que se puede disentir pero no tergiversar la historia. ¿Acaso se refirió a estas otras palabras del profesor Julio Yao?
“Cuando el General Omar Torrijos y el General Manuel A. Noriega emprendieron serias gestiones ante Japón para ampliar el Canal o construir uno nuevo al nivel del mar, entre 1977 y 1989, en claro reto al monopolio sobre la ruta interoceánica que ejercía Estados Unidos desde 1880 y 1903, ambos militares fueron eliminados raudamente”.
Aquí un cibertículo titulado “En el compromiso está el sabor”: http://davidclas72.blogspot.com/
Acá un prosema del poeta tico Sebastián Miranda Brenes titulado “El club de los cobardes”: http://elaguacateverde.blogspot.com/
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Por lobogabriel - 6 de Noviembre, 2009, 6:26, Categoría: periodico
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Documento oficial de la Fuerza Aérea de EEUU revela las verdaderas intenciones detrás del Acuerdo
... Militar con Colombia* Por Eva Golinger
Un documento oficial del Departamento de la Fuerza Aérea del Departamento de Defensa de Estados Unidos revela que la base militar de Palanquero, Colombia ³garantiza la oportunidad para conducir operaciones de espectro completo por toda América del Sur². Esta afirmación contradice las explicaciones dadas por el presidente Álvaro Uribe y el Departamento de Estado de EEUU sobre el acuerdo militar firmada el pasado 30 de octubre entre Washington y Colombia. Los gobiernos de Colombia y EEUU han mantenido públicamente que el acuerdo militar se trata solamente de operaciones y actividades dentro del territorio colombiano para combatir el narcotráfico y el terrorismo interno. El presidente Uribe ha reiterado múltiples veces incluso en la reunión de la UNASUR en Bariloche, Argentina que su acuerdo militar con Washington no afectará a sus vecinos. No obstante, el documento de la Fuerza Aérea de EEUU confirma lo contrario e indica que las verdaderas intenciones y objetivas detrás del acuerdo son para poder realizar operaciones militares a nivel región para combatir la ³amenaza constanteŠde los gobiernos anti-estadounidense s².
El acuerdo militar entre Washington y Colombia autoriza el acceso y uso de siete instalaciones militares en Palanquero, Malambo, Tolemaida, Larandia, Apíay, Cartagena y Málaga. Adicionalmente, el acuerdo permite ³el acceso y uso de las demás instalaciones y ubicaciones² por todo el territorio colombiano, sin restricciones. Junto con la imunidad plena que este acuerdo otorga a los militares, civiles y contratistas estadounidenses que entrarán a territorio colombiano en el marco del convenio, la autorización para que EEUU utilice cualquier instalación en el país, incluyendo a los aeropuertos comerciales, significa una entrega total de la soberanía colombiana.
El documento de la Fuerza Aérea destaca la importancia de la base militar de Palanquero y habla sobre la necesidad de invertir 46 millones de dólares para acondicionar la pista aérea, las rampas y varias otras instalaciones de la base para convertirla en una Localidad de Cooperación en Seguridad (CSL) de EEUU. ³Estableciendo una Localidad de Coperación en Seguridad (CSL) en Palanquero apoyará la Estrategia de Postura del Teatro del Comando Combatiente (COCOM) y demostrará nuestro compromiso con la relación con Colombia. El desarrollo de este CSL nos da una oportunidad única para las operaciones de espectro completo en una sub-región crítica en nuestro hemisferio, donde la seguridad y establidad están bajo amenaza constante de las insurgencias terroristas financiadas por el narcotráfico, los gobiernos anti-estadounidense s, la pobreza endémica y los frecuentes desastres naturalesв
No es dificil imaginar cuales gobiernos en Suramérica son considerados por Washington como ³anti-estadounidense s². Sus constantes declaraciones agresivas contra Venezuela y Bolivia, e incluso Ecuador, comprueban que son los países del ALBA que son percibidos por Washington como una ³amenaza constante². De clasificar un país ³anti-estadounidense² es considerarlo un enemigo de Estados Unidos. Bajo este contexto, es lógico pensar que EEUU reaccionaría frente a una región llena de ³enemigos² con una agresión militar.
LA LUCHA CONTRA EL NARCOTRÁFICO ES SECUNDARIA
Según el documento, ³El acceso a Colombia profundizará la relación estratégica con los Estados Unidos. La fuerte relación de cooperación en seguridad también ofrece una oportunidad para conducir operaciones de espectro completo por toda Suramérica, incluyendo el apoyo para las capacidades de combatir el narcotráfico.² Aquí es evidente que la lucha contra el narcotráfico es un asunto secundario. Este hecho contradice las explicaciones dados por los gobiernos de Colombia y Washington que han intentado aparentar que el objetivo principal del acuerdo militar es para combatir el narcotráfico. El documento de la Fuerza Aérea prioritiza a las operaciones militares continentales necesarias para combatir ³amenazas constantes², como los gobiernos ³anti-estadounidense s² en la región.
PALANQUERO ES LA MEJOR OPCIÓN PARA EL ALCANCE CONTINENTAL
El documento de la Fuerza Aérea explica que ³Palanquero es sin duda el mejor lugar para invertir en el desarrollo de la infrastructura dentro de Colombia. Su ubicación central está dentro del alcance de los áreas de operacionesŠen la regiónŠy su ubicación aislada ayudaráŠminimizar el perfil de la presencia militar estadounidense. La intención es utilizar la infrastructura existente... mejorar la capacidad de EEUU para responder rápidamente a una crisis y asegurar el acceso regional y la presencia estadounidenseŠ Palanquero ayuda con la misión de movilidad porque garantiza el acceso a todo el continente de Suramérica con la excepción de Cabo de Hornosв
ESPIONAJE Y GUERRA
Adicionalmente, el documento de la Fuerza Aérea confirma que la presencia militar estadounidense en Palanquero, Colombia aumentará las capacidades de espionaje e inteligenica, y permitirá a las fuerzas armadas estadounidenses aumentar sus capacidades para ejecutar una guerra en Suramérica. ³El desarrollo de [la base en Palanquero] profundizará la relación estratégica entre EEUU y Colombia y está en el interés de las dos nacionesŠ[La] presencia también incrementará nuestra capacidad para conducir operaciones de Inteligencia, Espionaje y Reconocimiento (ISR), mejorará el alcance global, apoyará los requisitos de logística, mejorará las relaciones con socios, mejorará la cooperación de teatros de seguridad y aumentará nuestras capacidades de realizar una guerra expedita.²
El lenguaje de guerra de este documento evidencia las verdaderas intenciones detrás del acuerdo militar entre Washington y Colombia: están preparándose para una guerra en América Latina. Los últimos días han estado llenos de conflictos y tensiones entre Colombia y Venezuela. Hace días, el gobierno venezolano capturó tres espías del Departamento Administrativo de Seguridad (DAS) de Colombia su agencia de inteligencia y espionaje y descubrió varias operaciones activas dirigidas a la desestabilizació n y el espionaje contra Cuba, Ecuador y Venezuela. Las operaciones Fénix, Salomón y Falcón, respectivamente, fueron reveladas por documentos que encontraron junto a los funcionarios capturados del DAS. Hace dos semanas, también fueron hallados 10 cadáveres en el estado Táchira por la frontera con Colombia. Luego de realizar las investigaciones pertinentes, el gobierno venezolano descubrió que los cuerpos pertenecían a un grupo de paramilitares colombianos que se habían infiltrado a territorio venezolano. Esta peligrosa infiltración paramilitar desde Colombia forma parte de un plan de desestabilizació n contra Venezuela que busca crear un para-estado dentro del territorio venezolano y asi debilitar al gobierno del Presidente Chávez.
El acuerdo militar entre Washington y Colombia sólo aumentará esta tensión y violencia regional. Ahora con la información revelada en el documento de la Fuerza Aérea de Estados Unidos se hace evidente sin duda ninguna que Washington esta buscando promover una guerra en Suramérica, utilizando a Colombia como su base de operaciones. Frente a esta declaración de guerra, los pueblos de América Latina tienen que mostrar unidad y fuerza. La integración latinoamericana es la mejor defensa contra la agresión imperial.
*El documento del Departamento de la Fuerza Aérea de Estados Unidos fue redactado en mayo 2009 como parte de la justificación del presupuesto para el 2010 enviado por el Pentágono al Congreso estadounidense. Es un documento oficial de la Fuerza Aérea y reafirma la veracidad del Libro Blanco: La Estratégia de Movilidad Global del Comando Aéreo de la Fuerza Aérea de EEUU que fue denunciado por el Presidente Chávez durante la reunión de la UNASUR en Bariloche el 28 de agosto pasado. He puesto el documento y la traducción no-oficial de los segmentos sobre la base de Palanquero en la página web del Centro de Alerta para la Defensa de los pueblos, un espacio que estamos construyendo para asegurar que las denuncias e información estratégica esten disponibles para que los pueblos puedan defenderse con contundencia frente a la constante agresión imperial.
Documento original en inglés: http://www.centrode alerta.org/ documentos_ desclasificados/ original_ in_english_air_ for.pdf
Traducción no oficial al español: http://www.centrode alerta.org/ documentos_ desclasificados/ traduccion_del_documento_ de.pdf
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Por lobogabriel - 6 de Noviembre, 2009, 6:24, Categoría: periodico
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La fortaleza militar de la OTAN en Malvinas
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Base Aerea Mount Pleasant y Estación Naval Mare Harbour
I
La base militar de Mount Pleasant está ubicada a 60 kilómetros de Puerto Argentino, y a 700 km de la costa patagónica ocupando la región más llana de la isla Soledad, cercana al mar y apta para el desplazamiento de aviones y helicópteros. Como su extensión es considerable una red de avenidas comunica las distintas instalaciones: cuarteles, hangares, campos de operaciones, la base aérea y dos barrios, uno para los militares británicos y otro para los civiles, un complejo con cines y bares, y el aeropuerto de las islas que también está dentro de la base. En ella operan de modo permanente por lo menos 1500 militares y 500 civiles británicos. Los contingentes se renuevan periódicamente. Algunos soldados vienen de combatir en Medio Oriente y permanecen aquí seis semanas sometidos a un duro entrenamiento. Es interesante destacar que los censos más recientes indican que la población civil total de las islas alcanza a 2.500 personas.
Como la mayoría de las instalaciones militares extranjeras construidas en el último período, la base posee amplias pistas (dos de 2.590 y 1.525 metros) aptas para el aterrizaje y despegue de aviones de gran porte que habitualmente se emplean para el transporte de tropas y equipos militares utilizados en maniobras conjuntas o para la conexión con la red de bases militares de Estados Unidos y la OTAN que se extienden por casi todo el mundo. En el complejo hay una estación naval de aguas profundas -llamada Mare Harbour- que es frecuentada por la flota de la Royal Navy, usada para patrullar el Atlántico Sur.
El equipamiento dispuesto en Mount Pleasant, es similar al que los efectivos británicos tienen en Irak y Afganistán. Hay instalados silos y rampas para el lanzamiento de armas nucleares.
El funcionamiento de la base demanda al Reino Unido alrededor de 150 millones de dólares. Un precio no demasiado alto para el objetivo declarado de “proveer seguridad en los territorios de ultramar en el Atlántico Sur” y un negocio redondo para la Corona teniendo en cuenta las enormes ganancias que obtiene de la ilegal adjudicación de licencias de pesca y explotación de otros recursos naturales de la zona.
La Fortaleza Malvinas presupone aún mayores peligros con la reactivación, en el año 2008, de la IV Flota de guerra de Estados Unidos; y es contraria a la Resolución de las Naciones Unidas que exige convertir el Atlántico Sur en océano de paz.
II
Para una mejor comprensión del proceso que llevó a la construcción de esta base en las islas recuperadas por los británicos en 1982, tras la Guerra de las Malvinas, hay al menos que partir del análisis de la política norteamericana posterior a la segunda Guerra Mundial, implementando la “guerra fría”, en cuyo contexto América Latina y el Caribe son considerados como aliados naturales y como reserva estratégica.
En 1947 Washington impuso a los países de la región el Tratado Interamericano de Asistencia Recíproca (TIAR); y en 1948 promovió la fundación de la Organización de Estados Americanos (OEA) , verdadero ministerio de Colonias al servicio de la política expansionista y el intervencionismo de los Estados Unidos en el continente. A nivel mundial impulsó la firma de pactos militares en varias regiones así como la creación en 1949 de la Organización del Tratado del Atlántico Norte (OTAN), todos ellos de naturaleza agresiva que minaban la idea de la seguridad colectiva basada en el principio de la coexistencia pacífica establecido en 1945 en la Carta de las Naciones Unidas.
Al asumir Reagan la presidencia de Estados Unidos en 1981 se planteó el objetivo de recuperación de los espacios políticos, geográficos y estratégicos supuestamente perdidos por la gestión “blanda” de su antecesor James Carter, para lo cual iba a emprender un faraónico programa de armamentismo y reactivación de la economía. Hace suyo los principios de derecha del Documento de Santa Fe, que aspira controlar a América Latina con una estrategia de fuerza política, económica y militar. Por eso, en la guerra de Malvinas, Reagan no tuvo dudas en alinearse con Gran Bretaña, su principal aliado en la OTAN, contra la Argentina, a pesar de que, en virtud del TIAR, debía haberla defendido frente a una “agresión extracontinental”.
Washington explicita sus prioridades respecto a los mares australes en un documento aprobado en 1980 por el Consejo de Seguridad Nacional de los Estados Unidos. Es el Free Oceans Plan (Plan para el Océano Libre) donde explica la importancia estratégica del Atlántico Sur y la necesidad de una acción combinada de las flotas de EEUU y sus aliados de la OTAN para el control de los espacios marítimos. Y en primer lugar Inglaterra por su ocupación de los archipiélagos de Malvinas, Georgias y Sándwich del Sur. Consecuentemente ni bien termina la guerra se comienza con la construcción de la fortaleza lista para operar en 1985.
Un dato revelador, consignado en el diario “El Malvinense” del 23 de enero de 2009, es que el 7 % del presupuesto de la OTAN está destinado a las Malvinas.
III
Recientemente, en febrero de 2009, Mount Pleasant aparece dentro de un informe de la Unión Europea sobre bases militares en sus territorios de ultramar. Dicho informe se emitió, a pedido del parlamento europeo, y se tituló “El Estatus y la Locación de las Instalaciones Militares de los Estados Miembros de la Unión Europea y su Potencial Rol para la Política de Seguridad y Defensa Europeas”. Allí la base de Malvinas se presenta como elemento importante de la estrategia europea, tanto como centro de operaciones para proteger la soberanía del territorio de ultramar en que se ubica, como para proyectar poder sobre la región.
Frente a ese documento hubo un reclamo público de la cancillería Argentina y, además en la H. Cámara de Diputados de la Nación se presentó un Proyecto de Declaración (1689-D-2009) en el que se expresa preocupación por el Informe, señalando que la concepción que se refleja de Malvinas en éste “violentaría doblemente el principio de soberanía e integridad territorial reconocido por las Naciones Unidas (Resolución 1514): por un lado, se perpetúa la ocupación colonial británica, por otro se agregaría una instancia de control/influencia/proyección por parte de un bloque político supranacional (Unión Europea) integrado a su vez por el Reino Unido”. Este proyecto fue enviado por los diputados de Tierra del Fuego Leonardo Gorbacz y Nélida Belous de Solidaridad e Igualdad (SI) ARI y Rubén Darío Sciutto, Rosana Bertone y Mariel Calchaquí del Frente para la Victoria PJ.
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Por lobogabriel - 6 de Noviembre, 2009, 6:23, Categoría: periodico
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La SIP en Argentina . peligro
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Las más negras intenciones de la Casa Blanca y el terrorismo mediático
Fernando Buen Abad Domínguez
Rebelión/Fundació n Federico Engels/Universidad de la Filosofía
Plañidera esquizofrénica
“La Sociedad Interamericana de Prensa (SIP) celebrará en Buenos Aires, entre el 6 y el 10 de noviembre, su 65ª Asamblea General”.
No es ocioso insistir en denunciar que la SIP se reunirá en Buenos Aires para fortalecerse, hacer visibles sus tareas organizativas y sus odios de clase más obvios. No es inútil insistir en caracterizar esta “reunión” como un bastión de las oligarquías mediáticas argentinas para alentar ofensivas semiótico-mediáticas contra, por ejemplo, la nueva (y aun imperfecta) ley de medios audiovisuales, contra la reforma política en debate y contra todo lo que suene, así sea tenuemente, a democratización de las herramientas de producción comunicacional. Ah, y desde luego, lloriquearán, como es su costumbre por la “libertad de expresión” que ellos mismos combaten, cancelan y asesinan. Será el show de la hipocresía reloaded.
Esta Sociedad Interamericana de Prensa reúne a los más conspicuos propagandistas de los golpes de Estado y de los magnicidios. Son los dueños de periódicos que con el pretexto de defender la “libertad de expresión”, se dedican a invisibilizar, criminalizar y difamar toda iniciativa democrática. Sirvientes mediáticos de las oligarquías golpistas en todo el continente.
La SIP fue creada en Nueva York en 1950 por el agente CIA Jules Dubois. Es uno de los frentes más visibles de las burguesías latinoamericanas y de sus monopolios propagandísticos mercantiles. Su tarea primordial consiste en idear, organizar y ejecutar agresiones de todo tipo contra la clase trabajadora incluyendo traiciones descaradas contra la voluntad democrática de los pueblos y el asesinato de los líderes y descarrilamiento de las revoluciones. Son serviles del Departamento de Estado norteamericano y de los servicios de inteligencia yanquis. Incuban los proyectos más recalcitrantes de la derecha latinoamericana para atacar a Cuba, Bolivia, Ecuador, Nicaragua y especialmente a Venezuela. Entre otros.
La SIP encabeza campañas sistemáticas de difamación y golpes de Estado de la mano del Grupo Prisa y TELEVISA, Globovisión, Clarín, Mercurio, O GLOBO... consorcios mediáticos monopólicos que operan en España, Estados Unidos, México, Panamá, Costa Rica, Colombia, Argentina y Chile... Es alma Mater del consenso de Miami que aglutina, incluso, arietes de la farándula servidores de la CIA como Gloria Stefan, su marido empresario y una lista larga de esbirros cantadores de música y letras chatarra. Entre sus logros cuenta la SIP su contribución en la propaganda terrorista contra Salvador Allende, contra el presidente Hugo Chávez y contra Cuba. Halagan hasta la náusea el golpe de Estado en Honduras.
La SIP es un instrumento de la manipulación de información al servicio de las más negras intenciones de la Casa Blanca y de los oligarcas dueños de los latifundios mediáticos. Su táctica es la falsificación de la realidad, la tergiversació n de las ideas democráticas y la invisibilización de las luchas. Usan los medios para sembrar el terror y para descarrilar los procesos democráticos ocurran donde ocurran.
Ahora en Buenos Aires la SIP se apresta a repetir, neoliberal y fascistamente, sus letanías de mercado para sumarse a la tarea de derrotar hasta la más mínima iniciativa democratizadora de los monopolios mass media. El discurso será absolutamente obvio y parvulario. Se abrazarán a las banderas más devaluadas de su lucha empresarial y rasgarán sus vestiduras ayudados por “intelectuales” locales que suelen ser serviles lebreles de las canalladas más obscenas, impúdicas e impunes. Muchos de ellos nostálgicos de la dictadura y de sus “leyes” de comunicación. Muchos de ellos añejos combatientes contra las luchas sociales que se oponen, históricamente, a la monopolizació n del espectro radioeléctrico. Muchos de ellos hoy ya sueñan y “trabajan” para revertir la nueva “ley de medios” recientemente aprobada. La SIP viene a echarles una manita.
Estará presente todo lo que sea servidumbre del capitalismo. Es su pan de cada día, y entre ponencias y disquisiciones con tufo golpista, orarán, a voz en cuello, la prédica alienante con que quieren sostener a los grandes monopolios transnacionales. Publicitarios, clericales, terratenientes, bancarios, empresariales. ..
Esta reunión expresa, una vez más, la necesidad de entender el debate sobre “medios de comunicación” como un problema de seguridad nacional que sólo puede ser resuelto por la clase trabajadora movilizada rumbo a la expropiación de todos los medios y los modos de producción comunicacional. La burguesía emplea los medios como armas de guerra ideológica y es indispensable desarmarla y desmontar sus obuses simbólicos en todos los frentes, desde las fábricas hasta las cátedras, desde las salas de redacción hasta las plazas públicas y las asambleas de trabajadores.
Esta reunión de la SIP, ahora en Buenos Aires, es un ejercicio más de ordenamiento de los ejércitos mediáticos burgueses en un combate continental que ahora cuenta con la presencia de bases militares yanquis en Colombia. La “Guerra de IV Generación”. Hoy más que nunca nos urge una Cumbre Latinoamericana en materia de Comunicación que, con base en los movimientos sociales, los medios alternativos y comunitarios y la clase trabajadora, impulse con energía la expropiación y la democratizació n efectiva de todos los espectros radioeléctricos y todas las herramientas de comunicación. No podemos quedarnos de brazos cruzados mientra ellos, entre champange y abrazos triunfalistas deciden como silenciarnos. Por una Corriente Latinoamericana de la Comunicación hacia el Socialismo.
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Por lobogabriel - 6 de Noviembre, 2009, 6:18, Categoría: periodico
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Fabricio Estrada: nuevos caminos de resistencia
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En la Resistencia hemos logrado y alcanzado la presión consecuente para que algunos Estados realmente comprometidos con los cambios sociales entraran a fondo en la búsqueda de revertir este retrógrada golpe cívico-militar.
Estos Estados han sido, en su gran mayoría, latinoamericanos que reconocen la amenaza directa de este Golpe. Saben que cualquiera de ellos será el próximo, y con seguridad vendrán otros. En Paraguay, el Presidente Lugo acaba de destituir al Comandante del ejército en prevención de ello, y no será suficiente.
La oligarquía está haciendo lo que debe hacer en Honduras: es su clase y la están protegiendo con todo su instrumental quirúrgico, lo que no significa que sea la justa defensa de un sector que considera que las cosas deben seguir así ya que la justicia universal, la honda, la humana, no es simplemente llegar hasta donde comienzan los derechos del otro, si no que concensuar y darse cuenta que el "otro" está indefenso, excluido, mortalmente destinado a ser humillado por siempre.
El consenso y el "darse cuenta" no entran en el lenguaje y concepción de mundo del oligarca ni del imperio gringo. En esas esferas el poder es una realidad más vasta que las abstracciones de buena fe que el ciudadano crédulo y oprimido toma como patrimonio existencial. La buena fe no existe en el comportamiento del golpista y del imperialista: existe Dios como existe Wall Street, y en ambos casos, todo se regula con la especulación de la oferta y la demanda, no con el sentido común, formulita inoculada por el sistema para amansar a las masas explotadas por la moral, por el mercado y por los patrones del odio y la fe.
La Resistencia no debe seguir esperando justicia de los que actuaron injustamente desde un principio, verdades de los que le mintieron durante 130 días, diálogo con los que apalearon, mataron y violaron una y otra vez en las calles y en la oscuridad de los toques de queda.
El presidente Manuel Zelaya ha dado toda su lucha y se le debe reconocer, a menos que un milagroso Pentágono aparezca sobre los cielos de Tegucigalpa procediendo a la abducción para llevárselo así, flotando, hacia casa presidencial.
Hoy, 5 de noviembre, se acaba por fin la ilusión a dos vías: si Mel no es restituido por fin nos daremos cuenta de qué estamos hechos para sostener una lucha cuyo único plazo sea la conquista revolucionaria de los poderes del Estado. Y si Mel es restituido, deberemos probarnos hasta dónde somos capaces de ser consecuentes con los discursos de unidad que la Resistencia nos ha dado para romper electoralmente con el bipartidismo. En ambos casos, nuestra vida entra en juego, pero esta vez, con nuestra propias reglas.
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Por lobogabriel - 6 de Noviembre, 2009, 6:17, Categoría: periodico
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desestabilizacionen sudamerica: uribe's boys.....
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Uribe, el mejor y más idolatrado nene del Pentágono, peor que Somoza El nuevo Micheletti (otro golpe al ALBA) para Venezuela se confecciona en la frontera
José Sant Roz - www.aporrea. org 05/11/09 - http://www.aporrea. org/internaciona les/a89567. html
Se avecinan duros conflictos en la frontera preparados por el Caín de América: un incendio que se irá avivando a medida que se acerquen las elecciones (para la AN) pautadas para el año venidero y se fortalezca el ALBA junto con la posibilidad del ingreso de Venezuela al Mercosur. Así como la guerra entre España y Estados Unidos en 1898, fue creada por el magnate de los medios William Randolph Hearts, los nuevos amarillistas de los conflictos globales elaboran una estratégica guerra para la región del norte de Suramérica. Es bien sabido que Hearts y Pulitzer pusieron sus periódicos a la disposición de esta guerra en una demencial campaña para la intervención en Cuba. Veamos esta historia [1]: “Como en Cuba faltaban los escándalos, era necesario crearlos y la segunda insurrección cubana en 1895 fue el pretexto para ello. La mayoría de los corresponsales en Cuba enviaban falsos relatos suministrados por la Junta Cubana en Estados Unidos o producto de su fértil imaginación. Pronto los lectores de los Estados Unidos supieron de fantásticas batallas que nunca habían sucedido y exageradas crueldades españolas. Pero nunca supieron de las crueldades de los cubanos, de los civiles y soldados degollados con machetes ni de las haciendas quemadas por los insurrectos. Sólo algunos corresponsales estuvieron de verdad en el campo de batalla pero generalmente apoyando a los rebeldes como espías, mensajeros o contrabandistas. Algunos fueron detenidos por las autoridades españolas. De éstos, la mayoría fueron expulsados de Cuba y otros, detenidos. “
Ya todo el arsenal para bases se está montando. No hay tiempo que perder para ellos. Uribe acelera su monopolio sobre todo el poder militar porque está inmerso en la mierda del narcotráfico hasta la coronilla. Es hoy la mejor puta del Pentágono.
El inmundo diario “El Nacional” defiende a dentelladas el asesinato de los dos Guardias Nacionales en la frontera. Textualmente sostiene: “el cinismo es lo que sobra en las altas esferas del chavismo burocrático en Miraflores y en sus alrededores. Para darle más argumentos y solidez a nuestras críticas, tanto el vicepresidente de Venezuela, Ramón Carrizález (graduado en el sótano de su promoción) como el ministro de Interior y Justicia, Tareck el Aissami, han seguido con la cantaleta propagandística de que las pandillas paramilitares colombianas han asesinado a dos guardias nacionales en la frontera.” Véase la manera burda y criminal como defienden al maldito Uribe y asco de gobernador César Pérez Vivas, y agrega: “Qué cínicos: bien pudieran ocuparse este par de altos burócratas de la suerte de los oficiales y guardias nacionales asesinados en Caracas y en otras ciudades del interior, que no han recibido la atención especial que merecen sus casos pues han caído víctimas del hampa tanto en el cumplimento de su deber como al regresar a sus hogares. Para ellos no ha habido, en el Gobierno, ningún escándalo, ni tampoco la alharaca que se está haciendo en la frontera.” Es decir, que no hay un coño que investigar en estos asesinatos y que resulta para ellos una total pendejada hacerlo. Pero insiste el editorial de manera más macabra todavía en lo siguiente: “Los venezolanos no somos gafos. Un poco de respeto señores Carrizález y Tareck el Aissami, ante la ultrajada sensibilidad de los familiares de las víctimas, que no quieren que sus muertos sean olvidados y, mucho menos, utilizados en las campañas perversas del Gobierno, tendientes a lavar sus culpas y a ocultar los errores oficiales en cuestiones de seguridad.Estas cuestiones oficialistas dan pena y rabia porque a nadie se le ocurre utilizar como propaganda las muertes violentas de dos guardias nacionales ocurridas en la frontera, para justificar un plan de Chávez para manipular la opinión pública y justificar un abrupto rompimiento de relaciones con Colombia.”
Esto bandidos apátridas afincan sus miserias de una manera peor que como lo hicieron en los días previo al golpe del 11-A del 2002, añadiendo: “Pero eso es lo que hoy está planteado en el Gobierno y, por ello, conjuntamente con este par de cínicos, la orquesta de focas de la Asamblea Nacional redacta un pronunciamiento sobre un supuesto plan de desestabilizació n que el DAS de Colombia conduce en Venezuela. Y esto es lo verdaderamente peligroso para los venezolanos de buena fe. ¿Por qué, inesperadamente, se aprueba esta condena de la Asamblea Nacional de Focas contra el DAS, un servicio nacional (léase bien, n-a-c-i-o-n- a-l) de inteligencia de Colombia, que nunca ha tenido y no tiene hoy responsabilidades para ejercer funciones de espionaje en el exterior? ¿Por qué Miraflores inventa este embuste, obliga a alterar documentos y lanza esta campaña de desinformació n? Por la sencilla razón que está enredado hasta la coronilla en este juego de complicidades que llevó, desde hace diez años atrás, a crear en el Táchira una zona franca para la guerrilla, el narcotráfico y las Fuerzas Bolivarianas de Liberación. Eso no sólo lo saben los periodistas de la zona, sino los pobladores que conviven con ese miedo a cada momento, porque la justicia nacional no existe allí sino el disparo en la nuca, la ráfaga disparada de un carro en marcha y el sicario que desde una moto acaba con la vida. Vicepresidente y ministro: dejen el cinismo.”
En este editorial está clarito todo el plan que se está montando desde Colombia: crear la guerra con paramilitares y apoyo de las fuerzas norteamericana. La vida de Uribe en el poder sólo se puede sostener afincando esta guerra. Ya la cosa no tiene vuelta atrás, y en Mérida la infiltración es tenebrosa, criminal. Estamos muy mal por aquí, señor Presidente.
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Por lobogabriel - 6 de Noviembre, 2009, 6:15, Categoría: periodico
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Honduras: artistas contra el golpe
ARTISTAS en RESISTENCIA hace saber al pueblo hondureño y a la comunidad internacional que considerando:
1. Que durante 131 días el Frente Nacional de Resistencia Contra el Golpe de Estado ha mantenido una lucha pacífica con los objetivos de: a) restablecer el orden constitucional mediante la restitución del legítimo presidente de Honduras, José Manuel Zelaya Rosales; b) optar a la convocatoria a una Asamblea Nacional Constituyente que redacte una nueva Constitución de la República como mecanismo de participación popular directa para la refundación del país; c) exigir la aplicación de sanciones penales para los violadores de derechos humanos en el contexto del golpe de Estado.
2. Que en dichas acciones del Frente, ARTISTAS en RESISTENCIA, como organización que aglutina a gran parte de los trabajadores y trabajadoras del arte y la cultura hondureña, ha desempeñado un papel activo de denuncia, estímulo y movilización de conciencia; además de militancia directa.
3. Que el doble discurso y la carencia de acciones contundentes por parte de los organismos y personas mediadoras en el conflicto político generado por el golpe de Estado, ha retardado la solución pacífica de dicho conflicto.
4. Que, según el acuerdo San José-Tegucigalpa, el plazo acordado para que el Congreso Nacional derogue el decreto que instaló al régimen de facto en el poder vence el día jueves 5 de noviembre de 2009, a las 12:00 p.m.
Acuerda: 1. Refrendar el Comunicado número 33 del Frente Nacional de Resistencia Contra el Golpe de Estado, en toda su extensión y alcances.
2. Contribuir a todas las posibles acciones de boicot emprendidas por el pueblo hondureño en resistencia contra del ilegal proceso electoral convocado por el régimen de facto, en tanto no se restituya el orden constitucional.
3. En caso de resultar fallida la negociación propuesta en el acuerdo San José-Tegucigalpa, que finalmente no ha significado más que una estrategia imperialista para frenar los movimientos sociales emancipatorios de América latina, llamar a las Centrales de Trabajadores y al pueblo hondureño en resistencia a proceder a decretar y realizar la Huelga General de Trabajadores y Trabajadoras como recurso válido para ejercer presión y alcanzar los objetivos mencionados.
4. Mantener una actitud coherente con la lucha popular que procura liberarse de las cadenas históricas impuestas por la oligarquía criolla y continental.
5. Permanecer alerta en relación con el proceder de los candidatos golpistas y aún de los que se han declarado en resistencia, con el objetivo de mantener incólumes la lucha popular, reservándonos el derecho de asumir la insurrección a que nos da derecho el Artículo 3 de la actual Constitución de la República, en todas las formas que ello significa.
6. Llamar al pueblo hondureño a no renunciar a sus objetivos de lucha, proceder a reorganizar la resistencia hondureña y fortalecer las acciones necesarias para alcanzar la liberación del pueblo hondureño.
Tegucigalpa, 5 de noviembre de 2009. -- http://artistascont raelgolpe. blogspot. com/
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Por lobogabriel - 6 de Noviembre, 2009, 6:13, Categoría: periodico
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Maquillando el golpe de la CIA
Por: Ronnie Huete
Tegucigalpa, 6 de nov (PL) "Nuestro poder es mayor cuanto más prudente es", "somos los continuadores de este legado" es una parte textual del discurso de toma de posesión presidencial del actual gobernante de Estados Unidos, Barack Obama.
Bajo ésta afirmación de Obama hace casi nueve meses, se reafirmo la política de estado para el hemisferio latinoamericano, cuya hegemonía influyo en el golpe de Estado propiciado en Honduras el pasado 28 de junio.
Las investigaciones de Marco A. Gandásegui, quien trabaja como profesor de la Universidad de Panamá e investigador asociado al Centro de Estudios Latinoamericanos (CELA), describen que las técnicas de Estados Unidos en su diplomacia son "smart Power" (poder inteligente).
Llamada así por la abogada internacionalista y defensora de los derechos Humanos, Eva Golinger, de origen venezolano norteamericano. Golinger señala que esta estrategia de "smart power" ha jugado un papel importante antes, durante y después de la asonada castrense en Honduras.
Los hechos ocurridos dos semanas antes del golpe de Estado, evidencian que el sub secretario de estado para el hemisferio latinoamericano Tomas Shannon se había reunido con la cúpula que estableció el golpe, en este país de Centroamérica.
No es de extrañar las recientes declaraciones de Shannon en la cadena estadounidense CNN en donde anuncia que sin y con restitución del Presidente de los hondureños Manuel Zelaya, se deben de efectuar las elecciones generales programadas para el 29 de noviembre.
Estas nuevas normas diplomáticas para Latinoamérica son sustentadas bajo la estructura del ex embajador de Honduras en las década de los ochentas, John Dimitri Negroponte, quien conserva su posición estratégica dentro del departamento de Estado y es miembro activo de la Agencia Central de Inteligencia (CIA).
Según las investigaciones realizadas por Gandásegui todos estos hechos han reforzado las condiciones actuales en que se encuentra estancado el conflicto en Honduras, con el apoyo de la extrema derecha del país.
El aspirante a empresario Arturo Corrales, es uno de los representantes del sector oligárquico que pretende seguir dominando bajo "el manto de la política y el amor a la democracia", puesto que sus estrategias de dilatar un falso acuerdo son los lineamientos a seguir por la oligarquía nacional y la inteligencia estadounidense.
Corrales conocido como "el alacrán" y la abogada vitalicia de la burguesía Vilma Morales solo siguen las políticas del imperio, ya que su débil formación solo les permite obedecer órdenes de sus amos golpistas enemigos de la evolución social.
Los empresarios que financian el régimen fascista junto a la derecha recalcitrante del resto de Latinoamérica y Estados Unidos, esperan con ansias que se conforme un gobierno de "reconciliación nacional", pero su estructura no es la que estimaban, debido a la fuerza de la lucha civil que se prolonga en Honduras.
Las familias Facussé, Atala, Canahuati, Larach, Ferrari, Rischmagui, Kafati, Kafie y sus demás allegados sociópatas, empecinados en que no se instituya una Asamblea Nacional Constituyente para la redacción de un nueva constitución, temen que sus planes auspiciados por Estados Unidos, se debiliten.
En una desesperante acción estos personajes enemigos de la paz insisten en sus acciones retrogradas para inculpar el heroísmo del pueblo hondureño, organizado en el Frente de Resistencia Nacional en contra del golpe de Estado.
La Resistencia que por más de cuatro meses ha mantenido el espíritu combativo en un escenario pacifico, ha inmortalizado la lucha venidera puesto que su potencia aglutinadora marcó el inicio de afrontar un nuevo panorama, que de nada servirá su planificación criminal en contubernio con el imperio yanqui.
Maquillar el golpe de Estado en la nueva Honduras, representa un escarnio para la Resistencia y los hondureños que ya están construyendo la refundación de un nuevo país.
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Por lobogabriel - 6 de Noviembre, 2009, 6:12, Categoría: periodico
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